Quella mattina
Correvi sul raccordo, gioppino
gioppino in tasca te chiamavopiangevi sempre da bambino
e pure quel mattino
te pioveva dentro all'occhi.
e tu correvi.
Piangevi ogni volta che parlavo
anche da grande
piangevi dentro
mi dispiace se ogni tanto m'arrabbiavo
ma non ero io.
Neanche in quei giorni, che ero già lontano.
Ma quanto correvi?
Ero lì vicino a te, e lo sapevi,
correvi per mamma a casa sola
ma ero già con lei, e Loredana,
correvi come quando ti portavo a scuola.
Ma no bello de papà, gioppino in tasca,
che fai mo? Dai che stai in divisa
lascia che fuori piova, che l'acqua casca
ma poi s'asciuga, così è la vita.
Non piagne co quell'occhi belli
lascia che piova fuori, gioppino in tasca.
quella mattina correvi
mentre quel puzzone mi fregava l'orologio
chissà se m'ha frugato il portafoglio
ma quanto hai strillato,
e hai fatto scende quello che comandava la baracca,
e m'hai riempito d'orgoglio.
E sorridevo, mentre pieno di rabbia
m'hai fatto fa la barba a quello che non ero ormai più io
correggevi a penna il cognome scritto male sul mio letto
e mentre mi salutavi sull'attenti, ed eravamo io e te
dicevo agli altri nella stanza "quello è figlio mio"
a quegli altri che non vedevi, che erano in tre.
Mi sono addormentato, un po' spaesato
solo dopo ho capito.
Ma non è che ho capito, è che sono diventato quello che cerchi di capire:
la pioggia negli occhi, le nuvole sul mare,
sono mamma, sono papà mio, il tuo
sono quello che sei stato, sono questo ed altro
ad immagine e somiglianza di quello che mo chiamate Dio
e che a te te suona tanto strano.
Mi sono addormentato, e tu piovevi, con gli altri
con tutti quelli che siamo stati noi
e poiché da allora sto bene, la ninna nanna l'ho cantata io a voi.
Non ci sono lacrime qui, è un'altra cosa
quì c'è luce, c'è solo leggerezza ed armonia
come te lo spiego.. il profumo di una rosa che si può ascoltare
c'è solo amore, tanta luce, e nessuna bolletta da pagare.
Non sono andato via, sono dove mi cerchi e dove vuoi stare
mi vedi col volto di papà
ma te l'ho detto, sono luce con gli altri,
tanto forte che non la puoi vedere
sono il nonno angioletto, li vedo i nipotini
quanto gli ho voluto bene. ed ora sono nonno a tutti i bambini.
ogni tanto ti ho fatto arrabbiare, mi dispiace
abbiamo perso tanto tempo, e poi passa.
ogni tanto, ti ho fatto qualche scherzetto, in questi giorni,
stavolta non per farti arrabbiare
ma solo per insegnarti a perdonare.
T'ho risolto anche qualche guaio, ti sei accorto?
si, sicuro. me l'hai chiesto tu, sussurrando piano piano
...qui se semo fatti una risata, e ci abbiamo messo mano
al plurale, perché non sono solo, e non sono solo io, ma siamo noi
un oceano di anime, ed io una goccia di uno sconfinato mare
che quando tornermo a piovere, vuoi o non vuoi,
ricominceremo a navigare.
Pioggia, ma non quella nei tuoi occhi
quando pensavi troppo e non dormivi
perché il pianto non è di questo mondo
ma soltanto una risata che riesce male ai vivi.
Smettila appapà, lascia che fuori piova,
stai in divisa, smetti co' sto pianto
tu sei un uomo, e ti stanno già guardando.
Ci vediamo nei tuoi sogni
che a proposito, non sono davvero io lì a comparire
perché si, sto lì mentre tu dormi
ma sorpattutto ti aiuto a camminare,
sono vicino a tua madre, tengo per mano tua sorella,
perché il cammino sia leggero
come quando ti portavo la cartella.
Ogni anno abbiamo festeggiato ogni compleanno
vicini o lontani, senza dare troppa importanza a quelle assenze
ma oggi festeggia
perché quando uno va via, bello mio, aumentano le ricorrenze.
Soffiate er naso, gioppino
la pioggia è finita,
io sto bene, non esistono la rabbia ed i problemi
sono piccole le cose che oggi temi,
non è vero che la vita è dura
è vero solo che non c'è niente di cui aver paura.
asciugate l'occhi amore mio
che la pioggia è finita:
è così che va il mondo,
tutto il resto è vita.
Commenti
Posta un commento